Exibition in Fotografia Europea 2018 Reggio Emilia

Il 20 aprile 2018 inizia a Reggio Emilia Fotografia Europea. Ormai da oltre un decennio si svolge questa “kermesse” che coinvolge centinaia di fotografi professionisti e amatori.  Quest’ anno il tema riguarda “Rivoluzioni. Ribellioni, Cambiamenti, Utopie” . Come fotografo professionista ho avuto la grande opportunità di poter esporre presso l’ Hotel Posta, in pieno centro storico a Reggio Emilia, e  mostrare e aprire con una serie di fotografie alcune esperienze che dal secolo scorso ho potuto vivere sempre in prima linea sul settore della fotografia legata all’ arte.  Il tema per quanto mi riguarda è soprattutto quello del CAMBIAMENTO dalla fotografia analogica a quella digitale.  Cambiamento vissuto da subito intorno al 1999 quando, dopo trent’ anni di pellicola di tutti i formati,  acquistai un mio primo dorso Imacon per Hasselblad da 18mln di pxl .  Questo funzionava come il dorso tradizionale su una vecchia ELX modificata (da me) . In pratica utilizzavo una fotocamera per pellicola che raccoglieva le immagini sul sensore digitale. Di per se il cambiamento era in atto  e si concluse qualche anno dopo per la richiesta sempre inferiore delle riprese in analogico e per la velocità e la gestione, pressochè immediata, delle fotografie in digitale. 

La strada della consapevolezza sui cambiamenti era però ancora lunga.  Non si trattava solo di cambiare supporto, ma si doveva cambiare il modo di ragionare sul prodotto finale. Le tempistiche di scatto e di attesa (e di verifica dello stesso) si erano abbreviate in modo molto importante quasi senza che me ne potessi rendere conto.

Niente Polaroid di prova, niente attese ansiose del film sviluppato, nessuna camera oscura,  verifica immediata dello scatto e di correzioni, Certezza ( ? ) del risultato e consegna al cliente. Tutto splendido ma forse troppo facile…. Qualcosa diceva che ci sarebbero stati altri problemi da affrontare.

Una dei primi grandi lavori in digitale fu la riproduzione delle tavole acquerellate di Ulisse Aldrovandi per l’ Università di Bologna.  Una raccolta del grande scienziato di cui si possono vedere le pagine riprodotte in modo ottimale .  Era l’ anno 2000.




1) L’ arte della riproduzione in fotografia

Inizio una serie di considerazioni che non sono veri e propri tutorial sulla fotografia di beni culturali, ma hanno lo scopo di dare spunti per approfondire certi temi spesso trascurati. Mettetevi comodi e pensate che ogni fotografia ha importanza soprattutto per il soggetto che viene ripreso.

Quindi dedicare tempo e attenzione può significare molto non solo per il fotografo na anche per il soggetto che può rinascere ad una nuova esistenza.

Ma non perdiamo tempo e pensiamo alla base delle riprese per le riproduzioni di quadri.

Prologo

1) Analizzate senza fotocamera il soggetto da fotografare. Può essere un dipinto su tela, una tavola, un dipinto a olio, un acrilico.

2) E’ importante anche il contesto in cui siete costretti ad operare. Nel caso di cornici, spesso anche con vetri, fate il possibile per rimuoverle.

Utilizzate acqua ed ammoniaca per pulire i vetri e le parti che possono creare disturbo al quadro da riprodurre. Non usate alcol denaturato.

Per una migliore pulizia io adopero carta morbida per asciugare e spesso occorre ripassare con un panno morbido.

Mi sono trovato più volte a dover togliere polvere e anche ragnatele dai quadri; fate attenzione in quanto un utilizzo troppo aggressivo di certi prodotti potrebbe danneggiare irrimediabilmente il dipinto.

Contesto del set

Non sempre Sarete nelle condizioni ideali per eseguire le fotografie. Tuttavia è possibile, con pochi accorgimenti, affrontare a monte dei problemi che sicuramente verrebbero evidenziati in un secondo tempo.

Dotatevi di drappi neri e di un cavalletto da dipinti abbastanza robusto per poter isolare il soggetto lontano da eventuali fonti di luce o sfondi e che possono dare riverbero. Un esempio per tutti è quello di porre estrema attenzione ai pavimenti in cotto rosso. Appare evidente che un dipinto fotografato con un riverbero rossastro alla base può risultare virato Su colore difficilmente aggiustabile. Non parliamo poi di eventuali inquinamenti luminosi dati da sfondi troppo chiari che costituiscono una minaccia a causa della diffrazione che può avvenire intorno al soggetto.

Consiglio 1) : Rimanete sempre distanti anche come sfondo da muri bianchi e proteggete eventuali riflessi colorati con drappi neri o con “bandiere“ neutre. Un cavalletto da pittore vi aiuterà a posizionare il dipinto in modo adeguato e a sistemarlo quasi in verticale.

Consiglio 2): Attenzione agli spazi circostanti dovete avere il posto per posizionare le luci a una distanza sufficiente da eliminare in modo omogeneo il dipinto.


Sarcofago egizio restaurato a Bologna


Fotografie complesse realizzate con Hasselblad e luci guidate con polarizzatore. Le opere che si ricolgono al passato sono da gestire con molta attenzione in quanto facilmente ci  si lascia prendere la mano dalla “esaltazione digitale”  .  Il sensore CCD dell’ Hasselblad si è rivelato vincente per questo genere fotografia.  La postproduzione è stata ridotta al minimo e la taratura dei colori è stata guidata dal Color Checker Passport.  Marco Ravenna ha firmato le immagini del restauro.       V. In grande formato qui :   

BOLOGNA, - L’ospite si chiama Unmontu, è una figura di alto rango dell’Egitto della 25/a dinastia (fra l’VIII e il VII secolo avanti Cristo) e la sua dimora, un sarcofago in legno dalla vivace policromia, è nelle mani dei restauratori del Museo civico archeologico di Bologna, grazie alla 18/a edizione di ‘Restituzioni’, il programma biennale di restauri di opere pubbliche ideato e curato da Intesa-San Paolo.
    Il prezioso manufatto è giunto a Bologna nel 1861, grazie a un lascito del pittore bolognese Pelagio Pelagi come parte di una collezione di reperti acquistati tra il 1824 e il 1845. Il cantiere del restauro sarà aperto al pubblico fino al mese di dicembre, e si potranno seguire in diretta le fasi di lavoro grazie a un box-laboratorio posizionato tra le teche della sezione egizia, con gli esiti dell’operazione che saranno presentati in una conferenza il 18 febbraio 2018. Il sarcofago sarà poi esposto alla Venaria Reale di Torino in una mostra organizzata da Intesa San Paolo dal 27 marzo al 16 settembre 2018.

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